Andata e ritorno, cercando la comunità | Incontro con Nicola Sordo

N 46° 8′ 29.073” – E 11° 39′ 42.132” | Castello Tesino

*Dove? – Nel cuore della valle del Tesino, a Castello Tesino.

*Chi? – Nicola Sordo, consigliere comunale. Anni fa ho conosciuto Nicola nascosto sotto una molteplicità di maschere. Clown, attore poliedrico, comico. In ognuna di queste sue interpretazioni ho sempre trovato in lui una sensibilità particolarissima, praticata nelle relazioni con il pubblico e con chiunque lo circondasse. Una capacità che oggi continua a spendere nel suo lavoro (che continua a praticare con la stessa passione) e nel suo essere animatore della comunità del Tesino (e non solo). Al suo ritorno dopo esperienze bolognesi e berlinesi – ecco che il tema fa di nuovo capolino – si è impegnato nel mantenimento della memoria della comunità (cercate il libro “Storia di un mondo dove tutto torna”) e nell’amministrazione comunale, non perdendo la curiosità e la creatività. In tempi di solitudine, dentro i quali muove i primi passi questo nostro viaggio, ancor prima di iniziare a parlare fa bene trovare compagni di viaggio come Nicola.

*Cosa? L’incontro con Nicola è fatto di racconti e sentimenti. La sua non riesce a essere una narrazione lineare, è piena di digressioni, di parentesi, di esempi. Di esperienzialità, nelle relazioni come nell’approccio alla politica. Comincia con la sua uscita dal bar della piazza, scuro in volto dopo un litigio con un concittadino che lo accusava – senza rispettare troppo il politically correct – per alcune scelte realizzate dall’Amministrazione. Un fatto non isolato, ci dice, rafforzato dall’uso (e abuso) dei social network come strumento di espressione di rancore e frustrazione. La solitudine nelle parole di Nicola trova spesso spazio. Ci siamo chiesti, andandocene, di quali siano le origini di questa condizione – apparentemente più forte che nella vicina Val dei Mocheni. A questa valle, importante politicamente per il Trentino e non solo, non è bastata l’attenzione prestata al ricordo di Alcide De Gasperi che ha portato in paese nell’estate del 2016 anche Presidente della Repubblica Mattarella. Lungo la strada iabbiamo incontrato diversi scheletri di vecchie strutture alberghiere (frutto di un modello turistico rimasto nel secolo scorso), spazi verdi che richiederebbero idee ed energie per una nuova agricoltura, paesi che faticano a trattenere i propri giovani e che – peggio – non riescono a offrire motivi e opportunità per riaccoglierli.

*Appunti.

Solitudine nel Tesino ancora maggiore.
(Influenza spaesamento? Vicinanza veneto? Crisi modello turistico e economico più evidente?)

Realizzata la mappa cognitiva delle comunità, attraverso progetto di ricerca.

Dirigismo agricoltura PAT non tiene conto del territorio (esempio piccoli frutti, “unico” modello possibile?).

Bisogno di andarsene, serve trovare/offrire motivi di tornare (come far sì che la “fuga” delle giovani generazioni possa trovare ancoraggi con il territorio)

Pane, sementi, filiere come esempi di buone pratiche – molto piccole – ma reali.

Social (web) unito a crescente rancore produce frammentazione, conflitto non gestito.

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