Da dentro. Il diario dell’itinerario romano del “Viaggio nella solitudine della politica”

di Michele Nardelli

Si è concluso da qualche giorno l’itinerario romano del “Viaggio nella solitudine della politica”. Trovo finalmente il tempo per scriverne qualche pagina di impressioni a caldo nel mio diario, in attesa di predisporne il racconto per il blog www.zerosif.eu. Diario che condivido con Antonio Colangelo, come ogni istante di questo tour attraverso Roma.
Un itinerario intenso ma soprattutto sorprendente. Perché dopo anni di frequentazione superficiale (ora lo capisco) di questa città (eppure ci sono vissuto in un’altra vita per cinque anni) comincio a comprenderne la complessità,

Ne verrà un bel viaggio. Qualche risposta ad Annibale…

Per Annibale, Francesco, Giando, Giovanni A., Giovanni DB, Licia e chi vorrà…

Care e cari, trovo finalmente il tempo per interloquire con la riflessione che nelle scorse settimane Annibale ci ha proposto in relazione al nostro incontro di Palermo. Una riflessione impegnativa e stimolante che richiede un’attenzione adeguata che non so se riuscirò a sviluppare in questo testo. Ma ci provo, rispettando lo schema di riflessione che Annibale ha proposto.

Il nostro incontro.

Verso l’itinerario siciliano. Qualche domanda…

Palermo, maggio-giugno 2017

A Michele, Francesco, Giando, Giovanni A., Licia, Giovanni DB

Carissimi, più che carissime,
ecco qualche appunto sull’incontro con Michele del sei maggio, o meglio una prima, immediata, reazione.

Anzitutto. Siamo arrivati all’incontro, Cecilia ed io, con pochissime informazioni. Nella posizione di invitati, dopo due telefonate, con Giando e Giovanni A. Avevamo letto con interesse il sito e venivamo a vedere le carte in tavola. Leggendo il sito mi era rimasta una sensazione di indeterminazione,

C’è un treno che passa di qui. In preparazione dell’itinerario siciliano…

Di mattino, nel cuore di Palermo

Qualche ora di sonno e di buon mattino sono nel cuore di Palermo. Con Giando, guida d’eccezione che mi aiuta nel rintracciare le antiche mura della città, visitiamo il mercato del Capo con le sue bancarelle di pesce, ortaggi e frutta (le ciliegie e le albicocche qui già sono mature) e che di lì a poco saranno affollate da un fiume di persone. Mi racconta delle parlate che si distinguono attorno all’immensa cattedrale dove le influenze architettoniche parlano a loro volta di antichi e nuovi attraversamenti.

La difficile accoglienza del nuovo

Prologo bellunese del “Viaggio nella solitudine della politica”

Un incontro sul “Viaggio” e sulle motivazioni che qui sono riprese nell’invito di Diego Cason è previsto per domenica prossima 23 aprile alle ore 17.00 presso l’ISBREC (Istituto storico della resistenza e dell’età contemporanea) di Belluno in piazza del Mercato.

di Diego Cason

Egregi Signori e Signore, cari amici e amiche,

ho ricevuto da Michele Nardelli una lettera in cui propone un “Viaggio nella solitudine della politica”

Il pellegrinaggio in oriente

di Francesco Picciotto

Il mio amico Michele Nardelli ha cominciato il suo viaggio nella “solitudine della politica“. Intendo accompagnarlo. Almeno per un pezzo del tragitto.

In questo “orribile” tempo preelettorale, mi piace immaginarci come due viandanti muniti di zaino che percorrono una via sacra, una di quelle ormai perdute nella memoria della gente, una via che attraversa città dove si svolgono incredibili feste pagane.

Alla ricerca delle lucciole

«Il viaggio a me sembra la forma d’intimità per eccellenza, forse perché consente il dialogo ma accoglie anche il silenzio: rispetta le solitudini, lascia spazio al discorso interiore e alla contemplazione. Il paesaggio che scorre cattura lo sguardo, è un pensiero condiviso. Così l’andare insieme assomiglia molto al vivere insieme: c’è un rapporto di coppia, un percorso più o meno accidentato, il tempo necessario ad arrivare in fondo»

Paolo Cognetti,

Preparazione al viaggio: la tappa milanese

«È un fenomeno sempre più rilevante: pezzi interi della «generazione perduta» cercano rifugio e possibilità in montagna. Costretti da una crisi e da una precarietà infinite, uomini e donne si spostano fuori dalla città, in un complesso movimento migratorio «al contrario», tutto da scoprire e interpretare. Nascono così progetti di vita innovativi, basati su modelli alternativi di sviluppo, sulla green economy e sulla soft economy. Nascono nuove storie e nuove creatività. Vecchi borghi vengono ripopolati.