Segni del tempo
La tappa in preparazione

Pensieri per un cambio di paradigma

Il viaggio nella solitudine della politica, nel suo indagare i nodi cruciali di questo passaggio di tempo, ha cercato risposte alla necessità di rivedere i paradigmi che hanno segnato la modernità. Alcuni di questi sono stati affrontati in maniera esplicita, altri li avremmo voluti sviscerare nel prosieguo del viaggio che la pandemia ci ha fatto sospendere. Così in vista dell’incontro del 25 luglio 2020 abbiamo chiesto a dieci amici che hanno partecipato o seguito i nostri itinerari di proporre un pensiero:

Ugo Morelli (Il mito prometeico, l’uomo signore del mondo e il lavoro)
Gianfranco Bettin (Progresso e cultura del limite)
Guido Lavorgna (Sviluppo e sottosviluppo? Il pensiero meridiano)
Simone Casalini (Nuove geografie e lo spazio mediterraneo)
Micaela Bertoldi (Oriente e Occidente, sincretismi e incontri di civiltà)
Giorgio Cavallo (Oltre gli Stati nazione: Europa e autogoverno responsabile)
Soheila Javaheri (Potere e questione di genere)
Neri Pollastri (Nonviolenza ed elaborazione dei conflitti)
Diego Cason (Fra stato e mercato: le proprietà collettive: Usi Civici, Regole, Magnifiche Comunità…)
Silvano Falocco (Prendersi cura. La coesione sociale nella post modernità. Come ricomporre la società di fronte allo sfarinarsi dei blocchi sociali).

I registi Soheila Javaheri e Razi Mohebi stanno inoltre lavorando ad un video sul viaggio, che introdurrà lo spazio conclusivo dell’incontro che intendiamo dedicare alla domanda se e come quest’esperienza possa proseguire.

Da Oriente a Occidente, lungo gli scogli in cui si è incagliato il progetto politico europeo

Considerazioni sull’undicesimo itinerario del “Viaggio nella solitudine della politica”

Michele Nardelli

Quattromilaseicentonove chilometri, sedici frontiere attraversate di undici diversi paesi europei e due fusi orari, almeno una dozzina di città dove ci siamo fermati, non meno di sette lingue ascoltate come sette sono state le monete correnti scambiate, quindici sono stati i viaggiatori (otto donne e sette uomini[1]) di sei diverse regioni italiane…

Potrebbero bastare questi numeri per descrivere l’undicesimo itinerario del “Viaggio nella solitudine della politica”, certamente anche la fatica di comprimere tutto questo in dodici giorni, talvolta appena sfiorando luoghi che avrebbero meritato ben altra attenzione. Che pure abbiamo cercato di colmare negli spazi di conversazione, nelle letture dedicate (a partire dalla nostra piccola biblioteca mobile composta di oltre quaranta volumi e di numerose schede preparate) e nelle considerazioni emerse durante i nostri spostamenti.

Roma e Bisanzio. Guardando la Mezzaluna fertile.

Storia, culture e ibridazioni nello spazio mediterraneo

(27 settembre – 8 ottobre 2019)

Venezia – Senj – Sarajevo – Dubrovnik – Kotor – Salonicco – Istanbul – Nis – Belgrado

Viviamo in un ingorgo che si fatica a decifrare. Una difficoltà che non è solo l’esito della complessità in un tempo sempre più interdipendente, ma del venire a galla dei grandi nodi che l’umanità aveva erroneamente affidato alle magnifiche sorti e progressive.

Una tela senza margine

Volge al termine il “Viaggio nella solitudine della politica”

di Michele Nardelli

Due anni fa la proposta di un viaggio che indagasse la solitudine – ovvero la fatica e l’urgenza – della politica. Ne sono venuti sin qui un un prologo trentino che ci ha mostrato con un anno e mezzo di anticipo lo sfarinarsi del blocco sociale che aveva resa possibile l’anomalia politica di questa terra, dieci itinerari in altrettanti limes cruciali per mettere a fuoco l’interminabile transizione verso un “non ancora” che stenta a prendere corpo, occasioni di incontro nelle forme più svariate e non meno di quattrocento persone coinvolte, ma soprattutto immagini e pensieri che quotidianamente ci aiutano a fare i conti con una cassetta degli attrezzi sempre più inservibile e con inediti scenari nei quali urgono nuovi paradigmi.