Itinerari


Prologo 0.
Il Trentino che ci sfugge fra le mani

(21 e 28 marzo, 19 aprile 2017) Il Trentino ufficiale che ha smesso di interrogarsi e quello delle ombre, dove il significato profondo dell’autonomia non trova casa. Il “Terzo Statuto” visto da dentro. Una “tre giorni” nei luoghi di frontiera della vita quotidiana. Incontri e testimonianze da Palù del Fersina, Castello Tesino, Manifattura di Rovereto, Villalagarina, Trento (nella sua duplice funzione cittadina e provinciale). Il 19 e il 20 aprile alla dimensione territoriale l’indagine si è estesa agli ambiti sociali con nuove interviste a Rovereto, Trento e Lavis.

Itinerario 1.
Regione dolomiti

(23/24 aprile, prologo, cui seguirà nei giorni 28, 29, 30 aprile 2017 e 1 maggio il primo viaggio) Territori coinvolti: Trentino (Trento e San Michele all’Adige), Südtirol/Alto Adige (Merano, Bolzano), Belluno e Provincia, Alto Friuli, Carso.

La si potrebbe definire una regione sopra le regioni. Quello delle Dolomiti è – come scrive la Fondazione Dolomiti Unesco – un Bene complesso. Composto da nove sistemi montuosi, esteso su 142.000 ettari in 5 Province (Trento, Bolzano, Belluno, Udine e Pordenone) e 3 Regioni Trentino – Alto Adige Südtirol, Friuli Venezia Giulia e Veneto non è dunque solo un Patrimonio dell’Umanità come riconosciuto nel 2009 ma un territorio composito sul piano delle culture e delle lingue parlate, della storia e delle appartenenze, dell’autogoverno e dei sistemi amministrativi, dell’ambiente e delle vocazioni economiche ed altro ancora. Un ponte che, nell’arco alpino, congiunge le Alpi Retiche a quelle Carniche e Giulie. Vi scorrono fiumi importanti come l’Adige e la Drava, il Piave e il Tagliamento.

Le tematiche che affronteremo in questo itinerario saranno quelle dell’Autogoverno e del Terzo Statuto, del rapporto con l’Europa e della montagna governata dalle città, della convivenza fra culture diverse (dove ognuna è minoranza) e dell’elaborazione dei conflitti, dei beni comuni e degli usi civici, delle risorse e delle filiere, del turismo e dei bacini ottimali nella gestione dei servizi.

Territori coinvolti: Trentino, Sud Tirolo, Provincia di Belluno, Friuli, SloveniaTematiche: Autogoverno, Terzo Statuto, Minoranze, Montagna governata dalle città, Ben comuni e usi civici, Filiere, Risorse idriche, Bacini servizi, Turismo di qualità.

 

Itinerario 2.
Terre alte alpine. Fra abbandono e ritorno

Stiamo parlando del territorio alpino che va dalle Dolomiti alla Provenza. Una moltitudine di storie parallele che hanno accompagnato la vicenda dello sviluppo del nord ovest italiano lungo vallate ciascuna delle quali ha espresso vocazioni e attitudini che ne hanno segnato il territorio. Perché è il lavoro, nel bene e nel male, quello che ne ha scolpito l’ambiente come il temperamento delle persone, l’organizzazione del territorio e l’identità culturale e finanche religiosa, lo sviluppo dell’industria manifatturiera e le produzioni rurali, la presenza e l’abbandono… a segnare la Val Camonica e la Valtellina, le terre alte ma anche la capitale lombarda, Paralup (Cuneo), Ivrea e il Canavese e la Valsusa.
Territori ricchi di storia, dove il rapporto con le città e la pianura ha subito condizionamenti in entrambe le direzioni. Ed oggi, conclusasi una storia fondata sui grandi insediamenti industriali, di nuovo in discussione.
Le tematiche che saranno affrontate sono la macroregione europea e le terre alte, l’abbandono dei territori ma anche le scuole del ritorno, la valorizzazione delle antiche vocazioni e delle filiere.

Territori coinvolti: Val Camonica, Valtellina, Milano, Paralup, Ivrea e Canavese, Valsusa, Tematiche: Terre alte, Regione europea, Scuole del ritorno, Risorse e filiere.

Itinerario 3.
Roma, esperienze di utopia quotidiana

Città dove si percepisce in modo paradigmatico la crisi dei gruppi dirigenti. Luogo di verifica critica delle nuove forme della politica organizzata, verticale, personalistica, aleatoria, liquida. Luogo che ha trasformato la legalità in feticcio ideologico di una politica vuota.

Roma non può essere amministrata senza una visione, affidandosi solo alla lista delle competenze, perché si viene immediatamente “catturati” da reti di relazione, agende politiche, esperienze, sistemi di valori e corpi sociali che si adattano perfettamente alle rappresentanze che esprimono.

Cercheremo di rintracciare, in questo viaggio, le utopie quotidiane che, con radicalità di pensiero e di azione, ridanno corpo a un nuovo patto di cittadinanza tra le comunità territoriali e le associazioni, che rendono vivibile la città, curandone i beni comuni e le relazioni, producono conoscenza e sperimentano la propria capacità di governo.

Silvano Falocco

Itinerario 4.
Limes

Territori coinvolti: Venezia, Molfalcone, Trieste, Rijeka – Fiume, Goli Otok

Tematiche: Novecento, Elaborazione dei conflitti, Europa

L’itinerario lungo il limes nord orientale del “Viaggio nella solitudine della politica” ha come focus specifico il tema del Novecento e della sua faticosa elaborazione. La densità degli avvenimenti che nel secolo scorso hanno attraversato quel frammento d’Europa che si trovò a rappresentare il segmento meridionale della “cortina di ferro” è tale che lo sguardo ravvicinato su di essi non investe solo la necessità per le popolazioni interessate di farci i conti, ma chiama in causa tutti noi come cittadini di un’Europa che fatica a rivelarsi anche in virtù dell’incapacità di elaborare un passaggio di tempo del quale siamo ancora prigionieri, come se il suo scorrere si fosse fermato.
Anche perché nel Novecento si condensano lungo quella faglia pagine di storia che ci parlano di come si è andata formando l’Europa nell’incontro e nei conflitti che dal Mediterraneo risalivano il Mare Adriatico e che dal continente scendevano verso il mare.
Stiamo parlando di Venezia e della sua grandezza nel far tesoro delle culture con le quali entrava in relazione; di una città come Trieste che si è dibattuta e ancora si dibatte fra la sua identità asburgica e quella mediterranea; di un territorio conteso come quello istriano dove il fascismo prima e il comunismo poi rivendicarono cavalcando istanze nazionaliste, sommando dolore al dolore; di vicende come quella dei lavoratori dei cantieri navali di Monfalcone che spinti dall’ardore nella costruzione del socialismo si ritrovarono nel gulag titino di Goli Otok.
Vicende che hanno trovato la loro narrazione epica in “Alla cieca”, il capolavoro di Claudio Magris che forse proprio per effetto di una trama storica tanto dolorosa quanto controversa non ha avuto il dovuto riconoscimento. Ma anche nelle innumerevoli opere narrative e saggistiche che da quel tragico “limes” hanno tratto spunto per riflettere sul nostro tempo senza memoria.
Di questo ed altro parleremo lungo il quarto itinerario del “Viaggio nella solitudine della politica”.

 

Itinerario 5.
Fra identità e spaesamento. Padania

Territori coinvolti: Brescia, Cremona, Modena, Emilia del terremoto, Ferrara, Padova, Pieve di Soligo (Tv)

Tematiche: Agricoltura e filiere, Impresa ed ingegno, Ambiente e difesa del territorio. Cultura del limite.

Quando la cazzuola fischia l’economia canta” [anonimo veneto]

Se c’è un territorio che più di altri negli ultimi decenni è stato attraversato dai processi della globalizzazione questo è la valle del Po, il Padus dei Romani o l’odierna Pianura Padana.

La sua trasformazione è il racconto del processo di sviluppo che ha segnato l’Italia in particolare dal secondo dopoguerra ad oggi, dall’agricoltura all’industria agroalimentare, dai miti del progresso attraverso le grandi illusioni energetiche (petrolio e nucleare) alle sue pesanti eredità, dall’orgoglio della meccanica alla fragile identità degli anonimi capannoni dello sviluppo senza qualità, dall’arricchimento “fai da te” al gorgo dello spaesamento e della paura. Processi che in un tempo globale hanno cambiato in profondità l’ambiente e i suoi abitanti, fino a non riuscire più a riconoscersi.

Quello che faremo da Brescia fino a Pieve di Soligo, attraverso la bassa Valdarda, Cremona, la provincia di Modena e risalendo verso Padova e la marca trevigiana, sarà un viaggio dentro tutto questo, un interrogarsi collettivo fra passato e presente laddove i vecchi paradigmi hanno lasciato il segno e quelli nuovi faticano a trovare cittadinanza.

Viaggeremo nei giorni in cui Lombardia e Veneto chiamano al voto i loro cittadini per rivendicare maggiore autonomia, qui come altrove istanze legittime di autogoverno che richiedono ad un tempo visioni lunghe e livelli sempre più diffusi di partecipazione e di assunzione di responsabilità.

Ci accompagnerà la poetica di Andrea Zanzotto che di questi processi di trasformazione spesso contraddittori è stato il più raffinato narratore.

 

 

 

Itinerario 6. Autonomia, quel cambio di sguardo che serve all’Europa.

Trento, Gallerie Piedicastello.

(16 dicembre 2017)

Da Pieve di Soligo a Trento, nuova tappa del viaggio

Dopo l’incontro di Pieve di Soligo – “Autonomie cooperanti. L’utopia di un’Europa che si fonda sull’autogoverno territoriale” – a conclusione del V itinerario del “Viaggio nella solitudine della politica”, ci siamo interrogati su come dare continuità a quella conversazione, continuità peraltro sollecitata da molte delle persone che vi hanno partecipato. Abbiamo così immaginato di proporvi due o tre cose. In primo luogo una riflessione da titolo “Autonomia, quel cambio di sguardo che serve all’Europa” che, proprio a partire dalle idee che ci siamo scambiati nel borgo di Andrea Zanzotto, definisse un profilo nel quale riconoscerci e aprire uno spazio di discussione.

Partendo dalla visione, ovvero dalla tenuta sul piano del pensiero verso un mondo sempre più interconnesso e a geografie variabili che sembra stupirsi di fronte al continuo manifestarsi della crisi della struttura rigida e tutt’altro che resiliente dei confini e degli Stati nazionali sovrani. Per comprendere la fatica delle istituzioni democratiche e dei corpi intermedi deputati alla rappresentanza politica (partiti, movimenti, associazioni, comunità) nel definire il proprio ruolo e i propri strumenti in relazione al “mondo che sarà”. E infine per cercare di riportare in superficie la cultura e l’approccio federalista come possibile schema per un ripensamento dell’Europa politica (l’Unione, ma non solo) provando a sfuggire dalle narrazioni troppo retoriche (dalla generazione Erasmus in giù…) e stressare le proposte sul tavolo, come ad esempio il modello da molti sostenuto degli Stati Uniti d’Europa.

Una riflessione che è l’esito di percorsi di ricerca politica sperimentati in ambiti diversi ma dai forti tratti comuni e che stiamo cercando di condividere – speriamo proficuamente – nel nostro “viaggio” con chiunque abbia voglia di raccoglierli.

Partendo dal testo di convocazione dell’incontro (vedi allegato) abbiamo proposto a Ugo Morelli, Michele Kettmajer, Giuseppe Caccia (Diem25) e Francesco Galtieri (Movimenta) di allargare e qualificare il campo della discussione, facendo interloquire la nostra riflessione con i loro particolari punti di vista. L’obiettivo è prima di ogni altra cosa quello di provare a tracciare i contorni delle sfide che tra la prossimità e la dimensione sovranazionale ci attendono e di mettere a fuoco gli strumenti necessari per farsene carico.

A partire dalla quale vorremmo proseguire la nostra conversazione in una mattinata di confronto che proponiamo sabato 16 dicembre 2017 (dalle 10.00 alle 13.30) a Trento presso le Gallerie di Piedicastello, alla quale invitiamo tutti coloro che – da punti di partenza diversi – sono interessati a mettere in comune pensieri e azioni capaci di essere “presenti al proprio tempo” e generativi di un modo diverso di intendere la politica e l’autonomia.

 

Itinerario 7 Catalunya (in fase di verifica della fattibilità)

(Periodo ipotizzato gennaio/febbraio 2018)

 

Itinerario 8. Milano, fra le luci dell’innovazione e le ombre della marginalità

(Periodo ipotizzato febbraio 2018

Territori coinvolti: area metropolitana di Milano

Tematiche: Una città divisa fra inclusione ed esclusione

 

Itinerario 9. Civiltà mediterranee. I siciliani

(Periodo ipotizzato marzo 2018)

Territori coinvolti: Sicilia

Tematiche: Patrimonio ambientale e culturale

 

Itinerario 10. Terre alte del Mezzogiorno

(Periodo ipotizzato aprile 2018)

Territori coinvolti: Sannio, Irpinia, Lucania, Calabria

Tematiche: Terre sole, emigrazione, ricchezza e abbandono del territorio

 

Itinerario 11. Sulle orme di Adriano. Fra economia di plastica e terre abbandonate

Territori coinvolti: Romagna, Marche, Abruzzo

Tematiche: Terre fragili, Montagna abbandonata, Dimore del Vento, modello turistico

 

Itinerario 12. Le città slow. Itinerari insoliti da Brighella a Caiazzo.

Territori coinvolti: Emilia Romagna Toscana, Umbria, Lazio, Campania

Tematiche: Autogoverno delle comunità locali, sostenibilità e qualità ambientale, Turismo

 

Itinerario 13. Terre d’oltremare

Territori coinvolti: Puglia, Albania, Montenegro

Tematiche: Patrimonio culturale e ambientale, sviluppo locale, Politiche del ritorno, relazioni adriatiche e macro-regione adriatico-ionica, Criminalità organizzata

 

Itinerario 14. I tesori di Napoli

Territori coinvolti: Napoli, Area Vesuviana

Tematiche: Il patrimonio storico, culturale e ambientale. Il rapporto con il limite.

 

Itinerario 15. Balcani, una sfera di cristallo sulla postmodernità

Territori coinvolti: Croazia, Bosnia Erzegovina, Serbia

Tematiche: A 25 anni dall’inizio della guerra, un viaggio di studio nella post modernità

 

Itinerario 16. Il Mediterraneo dei porti

Territori coinvolti: Genova, Marsiglia, Barcellona, Tunisi, Palermo, Napoli

Tematiche: Migrazioni, Spazio culturale, progettualità euromediterranea

 

Itinerario 17. Il lavoro, dopo. C’era una volta il triangolo industriale

Territori coinvolti: Milano, Torino, Genova

Tematiche: Lavoro, aree post industriali, infrastrutture e sistemi di comunicazione, expo

 

Itinerario 18. “Un silenzioso cuore globale”. Viaggio in Sardegna

Territori coinvolti: Sardegna

Tematiche: Fra eredità coloniale e riscatto

 

Itinerario 19. Ecosistemi europei: Danubio

Territori coinvolti: Sud Tirolo (San Candido – Drava), Budapest, Belgrado

Tematiche: L’Europa delle macroregioni

 

Itinerario 20. Quel che rimane delle primavere

Territori coinvolti: Sponda sud del Mediterraneo, Mezzaluna Fertile

Tematiche: Cambi di paradigma, sviluppo locale, autogoverno, cooperazione di comunità