Categoria: Itinerari

Nelle “terre dell’osso”. Alla ricerca di suoni che diano speranza al Mezzogiorno

«…Eppure, vedete, restano le terre ma mancano i cristiani.
E mancando i cristiani non c’è chi le difende, e c’è invece chi ne approfitta.
Non c’è palmo di terra netta. Dove c’è una pala a vento, dove un’antenna, dove una colonna di filo per luce. E questi sono i suoni che si levano al vento. Né canti a stesa, né grida di mezzogiorno. Ronzio di campo di elettricità e reti di ferro. Solo cristiani non se ne vedono, ed essendo pochi a crescerci il grano, vogliono mandarci le immondizie degli altri. E di questo piano ventoso fare una fossa e riempirla di tutto il rifiuto di gente lontana, che maggiore è di numero, e tanti più voti e Contributo può muovere. …

Conversazione aperta

Care e cari,
facendo seguito all’itinerario catalano del nostro “Viaggio nella solitudine della politica” abbiamo pensato a quale avrebbe potuto essere il modo più interessante per una restituzione di quanto abbiamo ascoltato e compreso nelle giornate trascorse a Barcellona e al tempo a come sintonizzare tutto questo con il nostro contesto autonomistico ed in particolare con il concludersi del lavoro della Consulta trentina e della Convenzione Altoatesina/Sudtirolese sul “Terzo Statuto”.
Così ci è sembrato utile proporre una mattinata di conversazione che si svolgerà sabato prossimo 21 aprile presso l’antico Borgo Monastero di Sant’Anna, nell’omonima località non lontana da Sopramonte (Trento).

Dalla Catalunya al Trentino. Indipendenza e autonomia. Federalismo europeo. Sovranità da condividere e un pugno che deve farsi carezza.

Abbiamo deciso di intraprendere un viaggio dentro la crisi politica catalana dopo esserci chiesti – a metà dicembre scorso – quale potesse essere il ruolo dell’Autonomia nella delicata fase che sta vivendo l’Europa. Siamo arrivati a Barcellona mentre sei indipendentisti catalani entravano in carcere o erano costretti all’esilio. Sulla via del ritorno abbiamo appreso che Carles Puigdemont era in stato di arresto e si andavano formando le prime manifestazioni di solidarietà e protesta nelle piazze catalane.
Questo il contesto nel quale ci siamo mossi, tra incontri con partiti politici e conversazioni con soggetti sociali e culturali. Un contesto che, visto lo spropositato utilizzo della carcerazione preventiva da parte dello Stato spagnolo, rischia di veder chiudersi ogni possibilità di dialogo politico, favorendo una maggiore polarizzazione delle posizioni in campo e attivando una crescente radicalizzazione dei metodi di lotta da un lato e di tentativo di reprimerli dall’altro.

Nel limes catalano, che ci parla di noi – Diario del viaggio in Catalunya

Itinerario catalano. Un diario di viaggio nelle contraddizioni di un’Europa che deve imparare ad ascoltarsi

di Michele Nardelli
«Come può l’Europa farsi carico della questione catalana? Ascoltando la Spagna. Non il governo di Madrid, ma la realtà di questo paese…».
Nelle parole di Alexis Rodriguez Rata, giovane studioso di Altiero Spinelli che incontriamo al Museo del Mar in una Barcellona battuta dalla pioggia, c’è forse l’essenza dei giorni di immersione nella questione catalana.

Nell’Europa delle autonomie responsabili. Invito al viaggio in Catalunya.

In seguito al nostro incontro del 22 ottobre 2017 a Pieve di Soligo si sono sviluppate alcune piste di lavoro davvero stimolanti. Pensiamo all’elaborazione del documento “Autonomie. Quel cambio di sguardo che serve all’Europa” che poi è stato all’origine dell’appuntamento del 16 dicembre 2017 alle Gallerie di Trento, pensiamo all’idea di realizzare un “Forum delle nuove geografie” di cui stiamo parlando con Roberto Curci, Diego Cason ed altri come risposta alla profonda divaricazione fra la realtà e le sue rappresentazioni geopolitiche, pensiamo infine al motivo specifico di questa lettera.